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Restauro della Torre dell'Orologio, Venezia
La torre
DATE FONDAMENTALI

1493: Si inizia a fabbricare l'orologio (orologiaio Zuan Carlo Ranieri);

1495: Delibera del Senato per mettere l'orologio "sopra la bocha di Marzaria", su terreno dei Procuratori de Supra;

1496: Iniziano i lavori per la Torre (attribuita a Mauro Codussi);

1497: Viene fusa la campana, opera di mastro Simone e collocati i giganti, opera di Ambrogio delle Ancore;

1499: I° febbraio, inaugurazione della Torre dell'Orologio;

1500-1506: Incarico a Pietro Lombardo per la costruzione delle due ali laterali, con demolizione delle preesistenti parti di Procuratie Vecchie. I portici rimangono aperti per cui il passaggio coperto continuava sino alla calle del Pellegrino;

1717: Vengono venduti i due fabbricati laterali e l'area sottoposta all'ala sinistra viene chiusa;

1751: Iniziano lavori di restauro affidati a Giorgio Massari;

1755: Iniziano i lavori per la sopraelevazione di due piani arretrati con terrazzini che rimangono ai Procuratori;

1757: Andrea Camerata sostituisce il Massari nei lavori di sopraelevazione e costruisce otto colonne tra i pilastri alla base della Torre, probabilmente per problemi sia estetici che statici;

1760: In ricordo del restauro il doge Loredan fa emettere un'osella;

Dopo la caduta della Repubblica, la Torre diventa proprietà del Comune.

1855: Nomina di una commissione per l'indagine sull'Orologio;

1857: Si trovano "sconcerti" nella volta superiore della Torre;

1857: Ordinanza che l'ufficio tecnico comunale esegua i necessari restauri "in via economica a fornitura" troppo delicati per darli in appalto;

1857: Affidamento dei lavori all'impresa Sebastiano Cadel e a Luigi de Lucia, della Casa dell'Industria di S.Lorenzo, per l'orologio;sorveglianza del restauro all'ing. Municipale aggiunto Gio. Antonio Romano; controllo alla nascente Commissione dell'Ornato.
Prima operazione: rinforzo della volta dell'ultimo piano che regge il coperto e il basamento dei Mori; rinforzo con un sott'arco e sei tiranti di ferro a dente (prima erano 5 e ossidati): disfatto il coperto della Torre (larice foderato di piombo, marcito), trasformato in terrazza praticabile selciata di lastroni di pietra veronese; rifatta la balaustra in pietra d'Istria; rifatto il basamento che regge i Mori, con gradini; rifatte le scale che erano di legno, ora in ghisa (78 gradini la prima, 28 quella in alto) scale realizzate dalla fonderia Ing. Odoardo Collalto di Mestre.
La scala del piano terra rimane intatta; vari rifacimenti e restauri al rivestimento e al mosaico.
Restaurata anche la facciata sulla Merceria, spalmata di "lava metallica" e intonacata in modo da imitare il marmo greco; rifatti i contorni delle finestre in pietra d'Istria.

1859: Controllo e approvazione dei lavori da parte della Commissione dell'Ornato;

1859 (Ascensione): Inaugurazione ufficiale della restaurata Torre dell'Orologio.


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